Glenn Gould

giovedì 7 Novembre 2013

adelphiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Be’, sì, può darsi. Certo, quando si registra si è soli, non si è circondati da cinquecento, cinquemila o cinquantamila persone che possono dire: «Ah, ecco cosa pensa di questo pezzo!». Ma a me questo sembra solo un grande vantaggio. Penso che il modo ideale di cominciare un concerto, o un’opera d’arte – non dovrebbero essere cose diverse – è di porsi come se non si sapesse assolutamente di cosa si tratta. Lo si capisce man mano che si avanti.

[Glenn Gould, L’ala del turbine intelligente, in Adelphiana. 1963-2013, Milano, Adelphi 2013, p. 388]